Fc Pro Vasto

RAGAZZI, A NOI SONO DIVENTATE COSI'! E A VOI? FORZAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

01-03-2010
RAGAZZI, A NOI SONO DIVENTATE COSI'! E A VOI? FORZAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

9 gare al termine, di cui 5 fuori casa. Sangiovannese, Itala San Marco, Nocerina e Colligiana, in ordine, all'Aragona. Subito, due trasferte in Toscana. A nominarle c'è da temere in peggio, ma questo campionato ci ha insegnato che i nomi ed il blasone valgono quanto il due a briscola. Contano la condizione, la determinazione, la volontà. La qualità, se ce l'hai, fa il resto. Sennò ci scappa un pareggio. Sfido chiunque a dire di aver visto una squadra che ha sottomesso il Pro Vasto. Sfido chiunque ad affermare di aver riconosciuto nel Fano, nel Gubbio, nel Prato, nel San Marino, squadre degne del secondo posto non rispetto a questo campionato, la classifica parla chiaro, ma rispetto a ciò che siamo abituati a pensare di una squadra di vertice. Delle nominate, l'undici di mister Cornacchini è parso certamente il più quadrato, ordinato, organizzato. 4-4-2 classico, purissimo, con gli esterni bassi poco propensi a macinare chilometri. Attentissimi a non prenderle. E' vero, Di Meo non aveva mai scelto tanti uomini nella formazione iniziale con caratteristiche difensive, ma è stata pur sempre la prima volta che non abbiamo tirato in porta. Compreso il secondo tempo, quando l'allenatore pugliese ha riproposto il suo originale modulo offensivo. Un Fano pure sornione ed attento a cercare il momento giusto per colpire, che sa usare la tattica dei migliori predatori della savana. Si avvicinano in silenzio e quando ti vedono in difficoltà colpiscono. Bravissimo Cornacchini a comprendere l'imbarazzo di Bombara e a piazzargli dalle sue parti Trudò. La velocità del colored è divenuta letale, per fortuna non fatale grazie alla prodezza di Gaudino sul rigore di Bartolini provocato proprio dall'esterno sinistro. "Riguardando" la partita col Fano fa riflettere il passo indietro sul piano della proposizione della manovra. Se ne sono accorti perfino quelli che tante altre volte hanno detto che questa squadra non costruisce...Bevo non attraversa un periodo di forma eccezionale e la sua qualità per questa squadra è irrinunciabile, ma domenica anche Digno ha lasciato a desiderare. Che succede? Fuori Cacciaglia per squalifica nel suo miglior periodo di forma, non possiamo trastullarci con la sfortuna che ci perseguita. Non servirebbe, come non serve aspettarsi qualcosa di buono dagli arbitraggi. Ceccarelli nella ripresa ha fischiato a senso unico, già visto. Occorre raddoppiare le forze mentali. Scegliere degli uomini e andare fino in fondo con loro facendo gruppo. Chi dovesse restare prevalentemente fuori deve capire le priorità della salvezza sono al primo posto. I centrocampisti devono evitare di tener palla ed i riferimenti offensivi devono dar loro modo di giocare in velocità smarcandosi. Cercare il goal contro le difese schierate significa non vincere. Quasi certamente. Domenica è andata esattamente così. Servire Cammarata spalle alle porte sulla trequarti, acclarato che gli arbitri non te ne fischiano una, significa regalare palla agli avversari. Cammarata non deve correre e deve essere servito in area credendo nelle sue prodezze. Sia a Celano che contro il Fano il capitano ha subito almeno trenta falli, di cui non più sette ravvisati dalle terne. Finisce per prendere le botte e alla lunga di far brutte figure. Una sola palla giocabile dentro l'area, una, ed ha messo Bombara in condizione di far goal a cinque metri da Lombardi. Certo, diamo per scontato che si cominci a tirare in porta con tutta la rabbia di questo mondo e quell'altro. Senza paura, senza tirare indietro piedi e testa. Poi non resta che sperare anche in una virata della buona sorte. Domenica mancava l'indispensabile Servi, che con Di Berardino a fianco dovrebbe dare garanzie di una coppia centrale di valore assoluto. Grandissima la partita disputata dallo juventino su Bartolini e Pazzi. Possente e puntuale anche Ambrosecchia. Dicevamo della buona sorte. Della Penna ha retto bene cinquanta minuti i problemi muscolari che si porta dietro. Arvia e Soria non stavano al meglio. Deve finire ‘sta jella. Domenica bisogna andare a Lucca senza pensare ai valori espressi dalla classifica. Non sono reali. Basti pensare alla resurrezione del Bellaria in casa del Prato. O alla Sangiustese che a Vasto era stata definita una squadretta e va a fare due pere a casa del Gubbio. Non rimontate. Né bisogna cullarsi del rallentamento di Scandurra e compagni. Di seguito si andrà a Poggibonsi, gara durissima, certamente più di quella del Porta Elisa. Guardiamole e pensiamole una alla volta. La Colligiana era data per spacciata da tutti. E' rientrata in corsa con un pareggio e due vittorie di fila. La Giacomense sembrava lanciatissima, stava stupendo anche sé stessa. E' stramazzata sul suo campo contro un Bassano che mai prima era riuscito a dare tale prova di forza. Non è uno spavaldo modo di dire, non è autoconvinzione infondata: nessuno è più forte di noi! Molte hanno le palle che non abbiamo noi!