Fc Pro Vasto

NON E' DA QUESTI PARTICOLARI CHE SI GIUDICA UN CAPITANO...

02-03-2010
NON E' DA QUESTI PARTICOLARI CHE SI GIUDICA UN CAPITANO...

Se possibile, cerchiamo di non dare alibi a nessuno. Se possibile, cerchiamo di non giocare allo sfascio. Se possibile. Non è necessario scrivere tutti i giorni. Se non ci sono notizie si può lasciar perdere. Se ce ne sono pochissime, di routine, esistono i trafiletti. Se poi non abbiamo il coraggio di dire ciò che è sotto gli occhi di tutti, o non lo diciamo per comodità di rapporti e figuriamoci di fronte al dovere corporativo, allora potremmo fare a meno di creare risibili insinuazioni. Ho incassato nelle diverse occasioni in cui il bersaglio ero io, ora trovo odioso l'intento di cercare un colpevole a tutti i costi senza rispetto. L'attacco farfugliato al presidente Mimmo Crisci passa da patetico tentativo di coprire, evidentemente, altre responsabilità o carezzare gli interessi di qualche amico tutt'altro che disinteressato. Premesso che non è il momento di gettare benzina sul fuoco, non si può tacere sui proclami da bar del "capitano che abbandona la nave" risalenti più o meno al XVI secolo. Sono passati quattrocento anni dagli albori dei corsari barbareschi, oltre cento dalla definitiva scomparsa del fenomeno dei saccheggi in mare aperto, le stupidate che si dicevano allora, così pare, restano in voga. Mimmo Crisci è presidente del Pro Vasto F.C. da cinque anni, caso molto raro nella storia del calcio vastese. E non è una personale opinione. In un lustro c'è stato il tempo di commettere tantissimi errori, costati anche una dolorosissima retrocessione ed un paio di campionati avari di soddisfazione, in cui gli errori di Crisci non sono mai stati sottaciuti, dal sottoscritto, almeno. Dopo cinque anni di calcio, ricordando un'esaltante stagione iniziale che valse i play off per la C/2, ovvero il massimo visto all'Aragona più o meno dalla metà degli attuali tifosi, a prescindere dai risultati chiunque dovrebbe meritare un maggiore rispetto. Per non dire di quanto corta sia la memoria dei cantori nostrani, capaci in pochi mesi di archiviare nei suoi meandri la più grande impresa compiuta nella storia centenaria del calcio cittadino. Per educazione, buon senso e riconoscenza, se non per altre ragioni, ci si potrebbe limitare a parlare di calcio. A Vasto, però, accade che il presidente Mimmo Crisci viene fermato davanti ai cancelli dello stadio Aragona ed invitato assieme ad un suo amico d'infanzia, graditissimo ospite, a tornare a casa poiché la gara (Pro Vasto-Prato), che si sta svolgendo Grazie a lui, è iniziata da cinque minuti. Cioè, "lo spettacolo" si sta svolgendo grazie al mio impegno e alle mie prese di responsabilità, però non posso assistere perché le norme antiviolenza dicono che la legge deve essere uguale per tutti. Un'umiliazione non da poco. E nessuno ne parla...Contro il Fano, protagonista sempre uno steward, il presidente Crisci ed alcuni amici, anche dirigenti, ha dovuto discutere per poter accedere alla tribuna centrale. E' successo sotto gli occhi di tutti, ma nessuno ne parla...Da circa un mese e mezzo il presidente Crisci vive in città a malapena il week end per ragioni di lavoro, senza le quali il Pro Vasto non esisterebbe o sarebbe di scena a Passo Cordone. Questo dice la storia, poi...Il campionato in corso era nato da programmi ed ambizioni assai diversi. La società voleva i play off, aveva allestito una squadra che fosse in grado di raggiungerli senza grossi problemi. Affinchè fosse possibile, in biancorosso non sono arrivati il centravanti del Deruta, il centrocampista del Fossombrone, il difensore della Luparense ed il portiere del Palmoli. Ma Fabrizio Cammarata, Fabio Visone, Luca Patarini e Luigi Sassanelli. Gente che non aveva mai affrontato il Pro Vasto (tranne Patarini una volta) perché abituata a calcare ben altri terreni. Ne sono arrivati tanti altri e tutti minimo di categoria e piazze importanti, tranne Dimatera. Le cose sono andate come conosciamo, da qui ad attaccare il presidente perché non deve andare a lavorare per stare vicino alla squadra e non deve andare una settimana in vacanza con la famiglia, beh, signori miei, io non sono né il capitano, né il comandante della nave, né uno stipendiato, ma non scappo! Resto a bordo, difendo i nostri colori e attacco gli stupidi, gli stolti e coloro che di questa maglia gliene importa solo per fini personali. Fino alla fine...come e più dell'anno passato!

Uno che di tradire, scusatelo se potete, non è proprio capace

GABRIELE CERULLI (responsabile di questo sito)

Nella foto una nave francese attaccata dai pirati, i Corsari Barbareschi. Guarda un po' le coincidenze, sventola bandiera biancorossa!